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Una prospettiva antropologico-esistenziale: riflessioni su Roberto Assagioli

September 8, 2018

 

 

La prospettiva antropologica proposta da Roberto Assagioli, fondatore della Psicosintesi, “[...] poggia su una ricca metafora antropomorfica”(1), nel senso che nel modello teorico della Psicosintesi assagioliana, la ‘personalità’ tende ad essere considerata alla stregua di un organismo, o “sistema complesso”, costituito da molteplici ‘sottosistemi’, indipendenti e, nel contempo, interagenti, cui Assagioli dà il nome di sub-personalità(2).

 

Ognuna di tali sub-personalità è strutturata in modo da possedere specifiche e peculiari funzioni, reciprocamente interconnesse, anche se, di norma, l’individuo “[...] passa dall’una all’altra, senza averne chiara consapevolezza: esse sono tenute insieme solo da una vaga memoria; ma in pratica le sub-personalità agiscono come esseri differenti con caratteristiche molto diverse ed anche opposte”(3).

 

            Secondo Assagioli, “[...] è necessario divenire consapevoli dell’esistenza di queste sub-personalità, per comprendere la necessità di una psicosintesi che aiuti a sintetizzare queste sub-personalità in un tutto organico, più ampio, senza reprimere nessuna delle caratteristiche utili”(4).

 

            Un individuo, le cui sub-personalità risultino in conflitto, tenderà ad evidenziare una certa “sintomatologia”, caratterizzata da elementi comportamentali più o meno incongrui, in quanto ciascuna sub-personalità tende, metaforicamente, a lottare per la propria supremazia, entrando in conflitto con altre sub-personalità, nei cui confronti proverà ad esercitare un certo grado di controllo e di potere(5).

 

            Le singole sub-personalità, quindi, alla stregua di sottosistemi, tendono ad essere considerate, da Assagioli, come inserite in un più ampio “insieme”, paragonabile ad un sistema sociale: “[...] le loro differenze somigliano alle correnti di un partito politico in contrasto tra loro. La sintesi avviene quando queste correnti collaborano tra loro al raggiungimento di una meta comune”(6).

 

            Secondo tale prospettiva, laddove le sub-personalità riescono a “convivere in armonia” e ad integrarsi, l’individuo tende ad avvertire una spontanea e tipica spinta verso una sempre più elevata crescita personale, in direzione di una maturazione sempre più evoluta(7). È come se l’energia interiore, non essendo più assorbita da conflittualità tra le sub-personalità, alimentasse livelli di autorealizzazione sempre più alti e, nel contempo, più autentici e profondi, puntando inoltre ad una progressiva integrazione “sociale” e (perfino) “trans-personale”.

 

            È, per altro, da tener presente che “[...] la rivelazione dei diversi ruoli (delle sub-personalità) ... mette in evidenza, per contrasto, la realtà dell’io, del che li osserva dall’alto per così dire”(9), per cui “[...] ci si rende conto che il , il quale sta ad osservare, non può essere identificato con alcuna di esse, ma è qualcosa o qualcuno di diverso da ognuna”(10).

 

            È in questo ordine di idee che Assagioli tende a considerare il sé come una sorta di “sommo principio di organizzazione dell’esperienza”(11), attraverso cui è possibile attuare il fondamentale processo di integrazione delle sub-personalità; processo che si articola, sinteticamente, nelle seguenti fasi: 1. Riconoscimento; 2. Accettazione; 3. Coordinazione; 4. Integrazione.

 

            1.         La Fase di Riconoscimento implica che il si concentri su una o due sub-personalità: quelle che sembrano “possedere più energia” o, in altri termini, quelle che al momento sembrano “maggiormente centrali ed importanti”(12).

 

            2.         La Fase di Accettazione comporta, fondamentalmente, un atteggiamento di “osservazione oggettiva e non giudicante” nei confronti delle singole sub-personalità, anche se il loro comportamento fosse considerato negativo da parte di altre sub-personalità o dal “generale sistema di valori dell’individuo”(13).

 

            3.         La Fase di Coordinazione prevede l’individuazione dell’intento positivo della singola sub-personalità. Come afferma Assagioli, “[...] ogni qual volta si va abbastanza a fondo nel nucleo di una sub-personalità [...] troveremo ben presto che questo nucleo, composto di qualche impulso e bisogno elementare, è buono”(14). Portata alla luce tale peculiare necessità, quindi, risulta opportuno ricercare e trovare nuovi ed accettabili modi attraverso cui essa possa essere soddisfatta(15).

 

            4.         La Fase di Integrazione comporta una “particolare attenzione alla riconciliazione degli impulsi in contrasto”(16). Tale lavoro di riconciliazione ed integrazione può essere attuato, sostanzialmente, mediante le tecniche della:

 

            A)        spartizione del tempo (attraverso cui ad ogni sub-personalità viene offerta un’occasione, temporalmente diacronica, per esprimere ed attuare i propri bisogni);

 

            B)        cooperazione (attraverso cui due o più sub-personalità sono stimolate al raggiungimento di una meta comune);

 

            C)        fusione (attraverso cui due o più sub-personalità vengono aiutate a trasformarsi in una nuova e più armonica e funzionale sub-personalità)(17).

 

            Tale ultima fase, attraverso cui l’individuo opera l’integrazione delle sue sub-personalità nella sua “personalità globale”, permette di conseguire e realizzare quella tipica sintesi, attraverso cui egli diviene in grado di “[...] spostarsi da un’attenzione intra-personale ai mutamenti inter-personali”(18). In tal modo, “[...] l’esperienza della solitudine non viene considerata [...] né definitiva, né essenziale”(19), ma viene piuttosto vissuta come “[...] una temporanea condizione soggettiva”(20); anzi, tale esperienza “[...] può alternarsi e persino venir sostituita con una genuina esperienza vissuta di comunicazioni inter-personali”(21). Si delinea, in tal modo, il campo peculiare della psicosintesi inter-individuale, la quale “[...] si estende dal rapporto inter-personale tra uomo e donna all’armonica integrazione dell’individuo in gruppi sempre più vasti, fino all’intera umanità”(22).

 

            È in tale prospettiva, quindi, che la “visione antropologico-esistenziale” assagioliana può essere considerata come “[...] una concezione dinamica, e si potrebbe dire drammatica, della vita psichica, quale lotta fra una molteplicità di forze ribelli e contrastanti e un Centro unificatore, che tende a dominarle, a comporle in armonia, a impiegarle nei modi più utili e creativi”(23); d’altra parte, essa si presenta, altresì, come fondamento di un metodo d’azione psico-noetica, volto a favorire e promuovere l’integrazione armonica ed evolutiva dell’individuo-uomo, a livello sia singolo che inter-individuale e trans-personale (24).

 

 

 

RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI

 

1.         LANKTON S., Practical Magic. A traslation of basic Neurolinguistic Programming into                        clinical psychotherapy, Meta Pubblications, Cupertino, California,1980. Traduzione                    italiana: “Magia pratica”, Astrolabio, Roma 1989, p. 200.

2.         Cfr. BRANCALEONE F., La ristrutturazione in Psicosintesi, in “PSYCHE nuova”, anno                     XIV - nuova serie - n° 3 - settembre-dicembre 1995, p. 56.

3.         ASSAGIOLI R., Psychosynthesis. A Manual of Principles and Techniques, Hobbs-Dormann                 & Company, New York, 1965. Traduzione italiana: “Principi e tecniche della                                  Psicosintesi Terapeutica”, Astrolabio, Roma, 1973, p. 76.

4.         Ibidem, p. 76.

5.         Cfr. BRANCALEONE F., Opera citata, p. 56.

6.         LANKTON S., Opera citata, traduzione italiana, p. 202.

7.         Cfr. BRANCALEONE F., Opera citata, p. 57.

8.         LANKTON S., Opera citata, traduzione italiana, p. 202.

9.         ASSAGIOLI R., Opera citata, traduzione italiana, p. 76.

10.       Ibidem, p. 76.

11.       Ibidem, p. 76. (Il sé è da considerare peculiare della dimensone noetica umana).

12.       Cfr. LANKTON S., Opera citata, traduzione italiana, pp. 202-203.

13.       Cfr. Ibidem, p. 203.

14.       ASSAGIOLI R., Synthesis, Primavera 1974, citato in LANKTON S., Opera citata,                                traduzione italiana, p. 203.

15.       Cfr. LANKTON S., Opera citata, traduzione italiana, p. 203.

16.       Ibidem, p. 203.

17.       Ibidem, p. 203.

18.       Ibidem, p. 203.

19.       ASSAGIOLI R., Psychosynthesis ...  (Opera citata), traduzione italiana, p. 15.

20.       Ibidem, p. 15.

21.       Ibidem, p. 15.

22.       Ibidem, p. 15.

23.       Ibidem, p. 36.

24.       Cfr. Ibidem, p. 36.     

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